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Il numero speciale per i 60 anni di Quattroruote, presentato da Gian Luca Pellegrini
Sessant'anni e non sentirli: il nostro giornale celebra il proprio compleanno con un numero speciale in regalo da oltre 200 pagine con interviste, storia, personaggi e fenomeni che hanno caratterizzato la mobilità a quattro ruote dal 1956 ad oggi. Ma c'è di più: ci spingiamo avanti di altri 40 anni lasciano immaginare ad esperti di futuro come saranno le nostre auto e le nostre strade. Il Direttore Gian Luca Pellegrini ce lo racconta, ma non perdetelo in edicola perché è un numero da collezionare!      
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pubblicato il: 27/01/2016
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Il numero speciale per i 60 anni di Quattroruote, presentato da Gian Luca Pellegrini

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ULTIMI COMMENTI
Errico il 25/2/2020 alle 21:50
Non vedo l'ora che arrivi a casa assieme a questo numero speciale!mi chiedo quando potrò leggere la vostra prova per Talisman,Q30 e ovviamente la Mx-5
Galbiati il 25/2/2020 alle 21:50
Ancora un poco di pazienza caro Paolo e sarai accontentato! ;)
Viotto il 25/2/2020 alle 21:50
Fin da piccolo strenuo appassionato di motori , contagiato da papà che considerava l’automobile una creatura di famiglia : l’accudiva, la puliva, la coccolava, si preoccupava della sua salute. Ricordo nelle vacanze estive quando, assieme a mamma e alle mie sorelle , Renza, la più grande e Lilly, la più piccola, ci portava a Montecatini Terme, la meta preferita. L’auto ?? Inizialmente la antesignana Fiat 1100/E, detta “Musone” , con il cambio al volante, novità assoluta. Poi la nuova Fiat 1100/103 dal design più moderno, piacevole e dall’innovativa struttura portante. Colore: tortora chiaro, in versione familiare. La 103 funzionava sempre a dovere, affidabile, maneggevole e disponibile , veloce. Papà diceva: “La Fiat non ti molla mai e va sempre, chiunque può aggiustarla”. Fu poi la volta della Fiat 1400 B , appena uscita dal Salone di Torino , colore Blu scuro con gomme a fascia bianca, dal motore calmo e bonario come annotava Quattroruote. Qualche tempo dopo arrivò l’Appia III serie : era il momento Lancia. Ma non so come riuscii a convincere papà . L’Appia rivelò subito le sue doti migliori: il motore , la buona tenuta di strada e la pronta ripresa. Per non parlare della qualità delle finiture : proprio una piccola Rolls Royce ! Infine giunse l’ora dell’ebbrezza Alfa, “la vettura per famiglia che vince le corse”, come dicevano gli addetti ai lavori. Prima la Giulietta ti e poi la Giulia 1600 : inizia l’Alfa dinasty, la passione ereditata da papà che anch’io ho coltivato e che anche Annalisa, mia figlia, certamente continuerà. Sin dal 1961 , quando papà ci portava da Genova a Milano con la camionale, in un'ora e un quarto o poco più. La Giulietta ubbidiva come di consueto , ma da brava monella a volte sculettava troppo e con troppo rollio in curva. Papà diceva : “ basta insistere e tutto procede poi come si deve”. Nel 1966, ancora in viaggio a Montecatini, ma stavolta con la Giulia 1600 ti verde, più scattante e con meno rollio. In più il rombo caratteristico e unico del bialbero Alfa, l’orgoglio dell’alfista del tempo. Anch’io, nell’Ottobre 1971 mi regalai un’Alfa: la GT junior rossa di Bertone che coronò il mio sogno di alfista! Che gioia percorrere la strada del Sassello verso Acqui , una curva dopo d’altra di gran carriera. Che tenuta e che ripresa: allora sì che si poteva correre !! E in anni più recenti, la Spider Pininfarina nera e poi rossa, la due litri da 132 Hp, che rammento mentre sbarcando a Ponza sullo stretto lungomare, i pescatori mi burlavano : "Eh, buttate a-mmare !!! E dopo la GTV_6V Turbo sangue di bue, ora "ventenne” , con cui mia figlia Annalisa si esercita tuttora all'uso del cambio e dello sterzo sportivo . Dice sempre : è bellissima!!! E che dire della mia seconda Brera, la 1750 TB bianca, che uso quotidianamente . Il motore turbo dal caratteristico sibilo metallico dei manovellismi in alluminio, mi fa sempre compagnia . Al volante mi sento Clemente Biondetti sulla 2900B_8C, l’Alfa berlinetta "Soffio di Satana" Touring del 1938 , in testa per oltre 20 delle 24 ore a Le Mans , ma alla fine costretta al ritiro per lo scoppio di un pneumatico lungo "Les Hunaudierès". Quando si dice la sfortuna! Ma potrei forse dimenticare le altre, seppure meno importanti : la mitica Fiat 500, la prima da principiante, le varie Fulvia e Beta coupé della Lancia, la Fiat 124 Spyder, la 520 BMW, la tedesca colpevole del mio tradimento, le coupè Fiat, turbo e non , le ultime Alfa , la 164 TS, la 33, la 156 JTS sportwagon e la GT di Bertone. Di tutte ricordo i viaggi e le avventure, comunque indimenticabili. Cos’altro mi hanno lasciato dentro questi miei primi sessant’anni?’ Di tutto un po’ . Automobile non vuol dire solo design , tecnologia, innovazione , stile e fantasia, ma rappresenta anche il legame indissolubile con i tanti episodi felici, spensierati , ma anche dolorosi di cui è costellata la mia vita. E’già iniziato il momento dei ricordi ?? Pare proprio di sì: è il mio turno, ora ………….. !!
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