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Alfa Romeo Duetto e Fiat 124 Spider: eterne rivali
Autentiche icone del made in Italy, l'Alfa Romeo 1300 Junior Spider e la Fiat 124 Sport Spider hanno fatto sognare generazioni di automobilisti sulle due sponde dell'Atlantico. Entrambe vestite da Pininfarina, evidenziano prestazioni molto simili, anche se la Duetto si rivela più grintosa. Quale scegliere? Dipende dalla vostra fede... Ecco il video che anticipa l'ampio servizio su Ruoteclassiche di maggio 2014.
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pubblicato il: 28/04/2014
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Viotto il 17/10/2019 alle 20:27
La Spyder Duetto : la vera passione ! Da sempre affascinato, da quando studente delle superiori vidi la progenitrice, la mitica Giulietta spider “la signorina” , sfrecciare a Savona in Via San Lorenzo e all’improvviso frenare, acquattarsi , svoltare a sinistra senza alcun tentennamento, come su binari. Che tenuta di strada straordinaria, pensai : ecco la mia macchina futura!! Dopo vari anni , nel Settembre 1984 riuscii a realizzare il sogno di guidare la Spider Alfa Romeo Pininfarina, tutta mia di colore nero metallizzato. La “Aero 1 “edizione modificata della classica “Duetto del 1966”, era dotata di nuovi paraurti avvolgenti, fari posteriori più grandi e di uno spoiler nero in materiale sintetico al posteriore. L'interno della vettura aveva il volante in radica “Hellebore”, il quadro strumenti con "palpebre" separate per contagiri e tachimetro di velocità. Gli indicatori del livello benzina, pressione olio e temperatura posti sul tunnel centrale, ecco la spider 3° serie, in codice AR00516. Il motore : il classico Alfa a 4 cilindri , 2 litri cc. , bialbero , doppi carburatori, potenza 128 CV DIN, con capote in tela “beige” senape e tettuccio rigido anch’esso nero, per la stagione invernale. Sospensioni anteriori indipendenti, posteriori ad assale rigido, cambio a 5 marce , freni a disco, secondo il classico schema Alfa. Mi sovviene ancora adesso, il piacere di accarezzare il volante di radica, con le dita che scivolavano sopra nel disegnare curva dopo curva la strada dell’Appennino Ligure verso il Passo dei Giovi e la rapidità di inserimento delle varie marce , con la cloche dal pomello anch’esso di radica. E il rombo del motore ?? Quello rauco, cupo ma classico delle Alfa degli anni '70. “L'Alfa è sempre l'Alfa mi ripeteva papà”. Con la pioggia si doveva porre attenzione al retrotreno che in curva tendeva a slittare , ma con dieci chili di zavorra, il problema era superato. Ricordo la tipica risonanza che il tettuccio rigido, sempre presente in Inverno, generava nel passaggio terza-quarta e l’emozione di quel suono caratteristico. Che nostalgia !! (NdR : Dati tecnici da Quattroruote ed. Domus.)In quali viaggi avventurosi ci avresti accompagnato? Al lago di Lesina, sul Gargano, lungo la pineta marittima , il cui profumo di salmastro sento ancora penetrarmi in profondità. A Ponza, la meravigliosa isola dell’arcipelago Pontino, quando sbarcando sullo stretto lungomare del porto, attentissimo a guidare e i pescatori che mi burlavano :………"Eh, buttate a-mmare !!! In quel periodo potevamo a piedi attraversare la galleria di tufo di epoca romana e accedere a “Chiaia di Luna”, la stupenda spiaggia bianca sovrastata da alti dirupi e dalle rocce bianche a strapiombo. Quel viaggio notturno, da Lodi fino a Terracina, dove ci attendeva il traghetto tutto di filato senza sosta , se non per il rifornimento, fudeciso all’ultimo momento: impossibile prendere sonno per il gran caldo della bassa lodigiana, quella notte !
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